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Vaccinazione del personale scolastico, servono più informazione, coordinamento e coinvolgimento

Nelle scorse settimane la Cisl Scuola aveva chiesto ripetutamente che il personale scolastico fosse individuato fra i target prioritari nella campagna vaccinale contro il Covid 19, considerato che la scuola costituisce una delle infrastrutture di maggiore impatto sociale e con alta densità relazionale. Va accolta dunque con favore la decisione di riconoscere da subito a chi lavora nella scuola l’opportunità di sottoporsi alla somministrazione del vaccino. Una decisione che tuttavia lascia aperti alcuni interrogativi e che andrebbe ricondotta più chiaramente all’interno di un programma da sostenere maggiormente anche in termini di informazione, coordinamento e coinvolgimento.
Nei giorni scorsi, nell’incontro tra Governo e Regioni per la rimodulazione del piano vaccinale a seguito dei ritardi delle case farmaceutiche, è emersa in effetti l’intenzione di consentire al personale delle forze dell’ordine e al personale scolastico di accedere alla vaccinazione, utilizzando il vaccino AstraZeneca, il cui impiego è rivolto al personale di età inferiore ai 55 anni. Alcune Regioni non hanno assunto al momento iniziative, altre invece hanno avviato tempestivamente operazioni di ricognizione, annunciando la predisposizione di una piattaforma per raccogliere le domande di vaccinazione oppure chiedendo alle scuole di farsi tramite per censire la manifestazione di interesse da parte del personale ad essere sottoposto alla vaccinazione. In alcuni territori è stata anche immaginata un’organizzazione capillare per effettuare le vaccinazioni direttamente presso le sedi scolastiche.
Tuttavia, mentre altre categorie di lavoratori, come gli addetti al trasporto pubblico, sollecitano un analogo intervento, molti operatori della scuola si interrogano sui vantaggi di aderire a questa opportunità, a causa della dichiarata minore copertura vaccinale di AstraZeneca rispetto ai più efficaci vaccini Pfizer e Moderna. Si tratta infatti di una adesione libera e volontaria, che pone il personale interessato davanti ad una scelta densa di dubbi ed interrogativi.
La decisone di inserire il personale della scuola nelle priorità della campagna vaccinale e soprattutto di utilizzare il vaccino AstraZeneca, è stata assunta senza alcun coinvolgimento né del Comitato Tecnico Scientifico né dei Sindacati. Non sono state fornite sufficienti informazioni per spiegare perché è opportuno utilizzare il vaccino AstraZeneca piuttosto che nessun vaccino, e se comunque nella percentuale non trascurabile di inefficacia del vaccino (circa il 40% dei vaccinati), in caso di contagio vi sia una attenuazione dei sintomi della malattia rispetto ai non vaccinati.
Le decisioni insomma non sono accompagnate, pur nell’urgenza dettata dalla pandemia, dalla diffusione di informazioni scientifiche verificate che consentano alle persone di operare scelte consapevoli circa l’opportunità di aderire alla campagna vaccinale o meno. Ripetiamo infatti che si tratta di una libera scelta individuale, appunto di una opportunità, essendo peraltro chiaro l’orientamento della CISL Scuola a considerare di grande importanza, nel contrasto alla pandemia, l’utilizzo dei vaccini, così come l’auspicio che nei comportamenti individuali prevalga il senso di responsabilità cui ci hanno richiamati, fra gli altri, anche figure di grande prestigio e autorevolezza (il Presidente Mattarella nel suo discorso di fine anno, lo stesso papa Francesco anche in una recente intervista a Mediaset di enorme risonanza). Una responsabilità – va detto con chiarezza – che deve esercitarsi in un quadro di conoscenze e informazioni di cui è indispensabile disporre proprio per una valutazione corretta e consapevole di tutte le implicazioni connesse alle proprie scelte: una condizione che al momento, per quanto riguarda il piano di vaccinazione nella scuola, è ben lontana dall’essere soddisfatta. Si tratta di una lacuna che chiediamo di colmare al più presto.
L’assenza di chiare indicazioni, e un modo di procedere che appare episodico e casuale da parte delle Regioni, non contribuiscono certo a creare il necessario clima di fiducia e motivazione per un’operazione che meriterebbe di essere ben diversamente sostenuta e governata. Se infatti le informazioni non vengono fornite e non si chiariscono le possibili conseguenze e le motivazioni delle opportunità offerte alla popolazione, si rischia che la disinformazione dilaghi e venga persino alimentata dall’uso spesso superficiale dei social, come per lo più avviene quando si lasciano senza risposta le domande che i cittadini legittimamente si pongono. La pandemia determina così non solo un pesante impatto sanitario ma anche un effetto collaterale di tipo sociale che genera sospetto e sfiducia, divenendo un rilevante ostacolo alla campagna vaccinale stessa ed al contrasto della diffusione del contagio.
Ciò di cui abbiamo bisogno ora non è solo la disponibilità delle dosi di vaccino necessarie, ma anche la forte capacità delle autorità di comunicare con i cittadini, di diffondere dati robusti ed informazioni verificate che aiutino la popolazione a maturare scelte consapevoli. Peraltro, poiché si tratta di una scelta, va previsto che una parte del personale non aderirà alla vaccinazione e la contemporanea presenza in servizio di operatori vaccinati e non vaccinati comporterà la necessità di una revisione dei protocolli per la sicurezza nelle scuole. Alla luce dell’art. 29/bis del DL 23/2020, convertito con modificazioni dalla L. 5 giugno 2020, n. 40, questa revisione costituisce un elemento imprescindibile per definire la responsabilità dei datori di lavoro nell’adottare “le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro” (art. 2087 cc).
Il coinvolgimento dei Sindacati è fondamentale per la tutela del personale della scuola e per la limitazione dei confini della responsabilità dei dirigenti scolastici in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro, in relazione alla pandemia. I corpi intermedi rappresentano uno snodo essenziale nella difesa del personale e del diritto a condizioni di lavoro sicure, vigilano sulle scelte e costituiscono un controllo su eventuali forzature dettate dagli interessi di mercato. Coinvolgere il sindacato in questi aspetti è strategico perché siano diffuse informazioni solide e verificate e venga contrastato ogni tentativo di falsificazione o strumentalizzazione a danno dei lavoratori e della loro salute.
Per questo la Cisl Scuola chiede una audizione al CTS per un approfondimento degli aspetti di sicurezza e garanzia dei lavoratori e che siano immediatamente e urgentemente riattivati i tavoli nazionali di confronto per il coordinamento della campagna vaccinale nelle scuole e la revisione del Protocollo di sicurezza per gli Istituti scolastici.

PENSIONAMENTI con decorrenza 01/09/2021 – termine presentazione istanze 07/12/2020

E’ stato pubblicato con data 12 novembre il decreto del Ministro con cui viene fissato il termine per la presentazione delle domande di pensionamento con decorrenza  1° settembre 2021:

m_pi.AOOGABMI.Registro Decreti(R).0000159.12-11-2020    

circolare pensionamenti – m_pi.AOODGPER.REGISTRO UFFICIALE(

– per il personale docente, educativo ed ata il termine è fissato al 7 dicembre 2020;

– per i dirigenti scolastici il termine è il  28 febbraio 2021.

Entro i medesimi termini dovranno essere presentate le eventuali domande di revoca, le domande di trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale per il personale che non ha raggiunto il limite di età ma di servizio, con contestuale riconoscimento del trattamento di pensione e le domande di trattenimento in servizio per raggiungere il minimo contributivo ovvero del personale impegnato in progetti didattici internazionali, svolti in lingua straniera, innovativi e riconosciuti

la scheda lettura n. 52   CISL SCUOLA  Scheda nr. 52 – Pensionamenti 2021

 

la segreteria cisl scuola pisa

CCNI relativo al MOF, a.s. 2020/21: siglata l’ipotesi di contratto

E’ stata siglata, in data 31 agosto, l’ipotesi di CCNI relativo al MOF per l’a.s.  2020/21. Il confronto sul testo del Contratto Integrativo si era sostanzialmente concluso lo scorso 31 luglio con la conferma dei consueti parametri di distribuzione del MOF e la scelta condivisa tra le parti di aggiungere al FIS le risorse del “vecchio bonus docenti” ormai definalizzato e accessibile anche da parte del personale ATA.

Pur non avendo fatto parte a suo tempo della delegazione trattante di parte pubblica, nell’incontro convocato ieri per la sottoscrizione, è intervenuto il capo dipartimento Istruzione dott. Marco Bruschi, con la proposta di integrare il CCNI introducendo una modifica della Tabella sulla quota variabile della indennità del DSGA, allegata alla sequenza contrattuale del 25 luglio 2008, innalzando da 30 a 45 euro, a carico del MOF, la quota unitaria per la complessità organizzativa.

Veniva proposta, inoltre, una modifica dell’art. 3 della citata sequenza contrattuale, prevedendo l’accesso del DSGA a compensi per attività e prestazioni aggiuntive connesse a progetti finanziati dal ministero dell’istruzione, compensi che la sequenza contrattuale prevede esclusivamente per progetti finanziati da UE e da Enti pubblici e privati, escludendo inoltre per la figura del DSGA l’accesso alle risorse del FIS.

Abbiamo dovuto, non senza fatica, spiegare all’Amministrazione l’impossibilità di sostenere tali proposte, per la semplice ragione che le regole alla base della contrattazione integrativa impediscono di modificare le disposizioni di un Contratto di primo livello, sottoscritto all’ARAN. Come tale si configura la Sequenza contrattuale del 25 luglio 2008, modificabile, pertanto, solo in quella sede.

Non è affatto vero, come postato in alcuni social sulla base di informazioni inesatte o volutamente distorte, che le organizzazioni sindacali abbiano voluto discriminare i DSGA escludendoli da un possibile incremento retributivo riguardante il restante personale: in realtà si è trattato di evitare soluzioni insostenibili alla luce della normativa contrattuale, che avrebbero portato alla bocciatura scontata del CCNI da parte degli organi di controllo, lasciando le scuole senza risorse per il MOF e i DSGA senza indennità di direzione. Un esito inopinatamente non preso in considerazione da chi ha avanzato proposte chiaramente insostenibili e impraticabili, che non si comprende come possano essere ritenute plausibili da chi addebita sui social, alle organizzazioni sindacali, disattenzioni e/o discriminazioni del tutto inesistenti, eleggendo altrettanto inopinatamente a proprio paladino un rappresentante dell’Amministrazione, nella circostanza rivelatosi piuttosto incauto.

È grazie alla fermezza delle organizzazioni sindacali se questo pericolo è stato evitato, facendo sì che le scuole possano ricevere a breve la consueta nota sul programma annuale con la comunicazione delle risorse a disposizione. Peraltro le parti, congiuntamente, hanno sottoscritto una dichiarazione nella quale si conviene sulla necessità di attivarsi per reperire ulteriori risorse volte a riconoscere il maggior impegno di tutto il personale, ivi compresi ovviamente anche i DSGA.

Nei prossimi giorni è prevista un’ulteriore sessione negoziale per definire con apposito CCNI le modalità di ripartizione alle scuole che hanno lavorato alla valutazione delle domande “GPS” delle risorse pari a 4,8 milioni di euro che il decreto-legge 104 (cosiddetto decreto “Agosto”) ha stanziato come incremento del MOF finalizzandolo al riconoscimento di questa attività straordinaria svolta dalle scuole in supporto agli Uffici scolastici. Ovviamente, ancorchè il suddetto decreto-legge preveda che le risorse si aggiungano al MOF, anche al DSGA deve vedersi riconosciuto il lavoro svolto in quanto compito estraneo alle attività di istituto. Con questa affermazione condivisa tra le parti si conclude la nota a verbale allegata all’ipotesi CCNI sottoscritto ieri.

Un’ulteriore sessione negoziale integrativa dovrà essere fatta, infine, per definire criteri e modalità di utilizzo dei fondi previsti dal decreto-legge 22/2020 (cosiddetto decreto “Rilancio”) nel quale è previsto che i risparmi conseguenti alle diverse modalità con cui si sono svolti gli esami di Stato, siano destinati a compensare l’attività di integrazione e recupero degli apprendimenti nel corso dell’a.s. 2020/21.

AVVISO DISPOSIZIONI CHIUSURA UFFICI CISL SCUOLA PISA causa CORONAVIRUS – SOLO CONTATTI MAIL e TELEFONO

Ai nostri iscritti e non

si avvisa che per disposizioni delle Segreterie centrali la consulenza in presenza presso gli Uffici

di PISA – PONTEDERA – PONSACCO – VOLTERRA – CASCINA – CASTELFRANCO S/ –

non può essere svolta neppure su apppuntamento.

Rimane sempre aperta la possibilità di contatto tramite mail e tramite cellulare o sms

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Segretaria Provinciale CISL SCUOLA PISA  3489367351

( dalle 16 alle 18 )

Si allega disposizione CISL SCUOLA TOSCANA        Disposizione di chiusura uffici CISL SCUOLA in Toscana

Ringraziamo per la collaborazione

La Segreteria CISL SCUOLA PISA

Schede CISL Scuola su lavoro agile e organizzazione lavoro ATA

La CISL Scuola nazionale (Ufficio Sindacale e Ufficio Legale) ha messo a punto due schede di lettura delle disposizioni riguardanti l’organizzazione del personale ATA nella fase di sospensione delle attività didattiche, alla luce di quanto indicato nella Nota 10 marzo 2020 n. 323 del Capo Dipartimento Istruzione del MI, e l’attivazione delle modalità di “lavoro agile” cui fa riferimento la Nota 6 marzo 2020 n. 278 dei Capi Dipartimento Istruzione e Risorse.
Sono stati inoltre predisposti due modelli riguardanti:

SCHEDA N. 7 – ISTRUZIONI OPERATIVE ORGANIZZAZIONE ATA

SCHEDA n. 8 – MODALITÀ DI LAVORO AGILE

Direttiva_di_massima_dirigente

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Documenti allegati

Fare comunità, valorizzare i nostri talenti. Il messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica

Come nostra consuetudine, pubblichiamo il testo del messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica.

Questa sera, care concittadine e cari concittadini, entriamo negli anni venti del nuovo secolo. Si avvia a conclusione un decennio impegnativo, contrassegnato da una lunga crisi economica e da mutamenti tanto veloci quanto impetuosi.
In questo tempo sono cambiate molte cose attorno a noi, nella nostra vita e nella società.
Desidero, anzitutto, esprimere a tutti voi l’augurio più cordiale per l’anno che sta per iniziare. Si tratta, anche, di un’occasione per pensare – insieme – al domani.
Per ampliare l’orizzonte delle nostre riflessioni; senza, naturalmente, trascurare il presente e i suoi problemi, ma anche rendendosi conto che il futuro, in realtà, è già cominciato.
Mi è stata donata poco tempo fa una foto dell’Italia vista dallo spazio. Ve ne sono tante sul web, ma questa mi ha fatto riflettere perché proviene da una astronauta, adesso al vertice di un Paese amico. Vorrei condividere con voi questa immagine. Con un invito: proviamo a guardare l’Italia dal di fuori, allargando lo sguardo oltre il consueto. In fondo, un po’ come ci vedono dall’estero. Come vedono il nostro bel Paese, proteso nel Mediterraneo e posto, per geografia e per storia, come uno dei punti di incontro dell’Europa con civiltà e culture di altri continenti. Questa condizione ha contribuito a costruire la nostra identità, sinonimo di sapienza, genio, armonia, umanità.
E’ significativo che, nell’anno che si chiude, abbiamo celebrato Leonardo da Vinci e, nell’anno che si apre, celebreremo Raffaello. E subito dopo renderemo omaggio a Dante Alighieri. Incontro sovente Capi di Stato, qui in Italia o all’estero. Registro ovunque una grande apertura verso di noi, un forte desiderio di collaborazione. Simpatia nei confronti del nostro popolo. Non soltanto per il richiamo della sua arte e dei paesaggi, per la sua creatività e per il suo stile di vita; ma anche per la sua politica di pace, per la ricerca e la capacità italiana di dialogo nel rispetto reciproco, per le missioni delle sue Forze Armate in favore della stabilità internazionale e contro il terrorismo, per l’alto valore delle nostre imprese e per il lavoro dei nostri concittadini.
Vi è una diffusa domanda di Italia. Abbiamo problemi da non sottovalutare. Il lavoro che manca per tanti, anzitutto. Forti diseguaglianze. Alcune gravi crisi aziendali. L’esigenza di rilanciare il nostro sistema produttivo. Ma abbiamo ampie possibilità per affrontare e risolvere questi problemi. E per svolgere inoltre un ruolo incisivo nella nostra Europa e nella intera comunità internazionale.
L’Italia riscuote fiducia. Quella stessa fiducia con cui si guarda, da fuori, verso il nostro Paese deve indurci ad averne di più in noi stessi, per dar corpo alla speranza di un futuro migliore. Conosco le difficoltà e le ferite presenti nelle nostre comunità. Le attese di tanti italiani. Dobbiamo aver fiducia e impegnarci attivamente nel comune interesse. Disponiamo di grandi risorse. Di umanità, di ingegno, di capacità di impresa. Tutto questo produce esperienze importanti, buone pratiche di grande rilievo. Ne ho avuto conoscenza diretta visitando i nostri territori.
Vi è un’Italia, spesso silenziosa, che non ha mai smesso di darsi da fare. Dobbiamo creare le condizioni che consentano a tutte le risorse di cui disponiamo di emergere e di esprimersi senza ostacoli e difficoltà. Con spirito e atteggiamento di reciproca solidarietà. Insieme. In particolar modo è necessario ridurre il divario che sta ulteriormente crescendo tra Nord e Sud d’Italia. A subirne le conseguenze non sono soltanto le comunità meridionali ma l’intero Paese, frenato nelle sue potenzialità di sviluppo.
Naturalmente, per promuovere fiducia, è decisivo il buon funzionamento delle pubbliche istituzioni che devono alimentarla, favorendo coesione sociale. Questo è possibile assicurando decisioni adeguate, efficaci e tempestive sui temi della vita concreta dei cittadini. La democrazia si rafforza se le istituzioni tengono viva una ragionevole speranza.
E’ importante anche sviluppare, sempre di più, una cultura della responsabilità che riguarda tutti: dalle formazioni politiche, ai singoli cittadini, alle imprese, alle formazioni intermedie, alle associazioni raccolte intorno a interessi e a valori. La cultura della responsabilità costituisce il più forte presidio di libertà e di difesa dei principi, su cui si fonda la Repubblica. Questo comune sentire della società– quando si esprime – si riflette sulle istituzioni per infondervi costantemente un autentico spirito repubblicano.
La fiducia va trasmessa ai giovani, ai quali viene sovente chiesta responsabilità, ma a cui dobbiamo al contempo affidare responsabilità. Le nuove generazioni avvertono meglio degli adulti che soltanto con una capacità di osservazione più ampia si possono comprendere e affrontare la dimensione globale e la realtà di un mondo sempre più interdipendente. Hanno – ad esempio – chiara la percezione che i mutamenti climatici sono questione serissima che non tollera ulteriori rinvii nel farvi fronte. Le scelte ambientali non sono soltanto una indispensabile difesa della natura nell’interesse delle generazioni future ma rappresentano anche un’opportunità importante di sviluppo, di creazione di posti di lavoro, di connessione tra la ricerca scientifica e l’industria.
Torniamo con il pensiero alle popolazioni delle città minacciate, come Venezia, dei territori colpiti dai sismi o dalle alluvioni, delle aree inquinate, per sottolineare come il tema della tutela dell’ambiente sia fondamentale per il nostro Paese. I giovani l’hanno capito. E fanno sentire la loro voce proiettati, come sono, verso il futuro e senza nostalgia del passato.
Ogni società ha sempre bisogno dei giovani. Se possibile ancor di più oggi che la durata della vita è cresciuta e gli equilibri demografici si sono spostati verso l’età più avanzata. Questa nuova condizione impone di predisporre nei confronti degli anziani – parte preziosa della società – maggiori cure e attenzioni. Occorre, al tempo stesso, investire molto sui giovani. Diamo loro fiducia, anche per evitare l’esodo verso l’estero. Diamo loro occasioni di lavoro correttamente retribuito. Favoriamo il formarsi di nuove famiglie.
Dobbiamo riporre fiducia nelle famiglie italiane. Su di esse grava il peso maggiore degli squilibri sociali. Hanno affrontato i momenti più duri, superandoli. Spesso con sacrificio. Fornire sostegno alle famiglie vuol dire fare in modo che possano realizzare i loro progetti di vita. E che i loro valori – il dialogo, il dono di sé, l’aiuto reciproco – si diffondano nell’intera società rafforzandone il senso civico. E’ una virtù da coltivare insieme, quella del civismo, del rispetto delle esigenze degli altri, del rispetto della cosa pubblica. Argina aggressività, prepotenze, meschinità, lacerazioni delle regole della convivenza.
Un’associazione di disabili mi ha donato per Natale una sedia. Molto semplice ma che conserverò con cura perché reca questa scritta: “Quando perdiamo il diritto di essere differenti, perdiamo il privilegio di essere liberi”. Esprime appieno il vero senso della convivenza. Due mesi fa vicino Alessandria, tre Vigili del Fuoco sono rimasti vittime dell’esplosione di una cascina, provocata per truffare l’assicurazione. Nel ricordare – per loro e per tutte le vittime del dovere – che il dolore dei familiari, dei colleghi, di tutto il Paese non può estinguersi, vorrei sottolineare che quell’evento sembra offrire degli italiani due diverse immagini che si confrontano: l’una nobile, l’altra che non voglio neppure definire.
Ma l’Italia vera è una sola: è quella dell’altruismo e del dovere. L’altra non appartiene alla nostra storia e al sentimento profondo della nostra gente. Quella autentica è l’Italia del Sindaco di Rocca di Papa, Emanuele Crestini. Nell’incendio del suo municipio ha atteso che si mettessero in salvo tutti i dipendenti, uscendone per ultimo. Sacrificando così la propria vita.
Senso civico e senso della misura devono appartenere anche a chi frequenta il mondo dei social, occasione per ampliare le conoscenze, poter dialogare con tanti per esprimere le proprie idee e ascoltare, con attenzione e rispetto, quelle degli altri. Alle volte si trasforma invece in strumento per denigrare, anche deformando i fatti. Sovente ricorrendo a profili fittizi di soggetti inesistenti per alterare lo scambio di opinioni, per ingenerare allarmi, per trarre vantaggio dalla diffusione di notizie false. Il mosaico che compone la società italiana ha tante tessere preziose. Penso – tra le altre – al mondo delle nostre università, ai centri di ricerca, alle prestigiose istituzioni della cultura.
Ho conosciuto e apprezzato in tante occasioni l’attività che si svolge in questa costellazione di luoghi del pensiero, dell’innovazione, della scienza. Si tratta di un patrimonio inestimabile di idee e di energie per costruire il futuro. E’ essenziale che sia disponibile per tutti. Che sia conosciuto, raccontato, condiviso. Che siano rimossi gli ostacoli e reso più agevole il rapporto tra istituzioni culturali e società e l’accesso al sapere. In questo senso un ruolo fondamentale è assegnato ai media e in particolare al nostro servizio pubblico. Abbiamo bisogno di preparazione e di competenze. Ogni tanto si vede affiorare, invece, la tendenza a prender posizione ancor prima di informarsi.
La cultura è un grande propulsore di qualità della vita e rende il tessuto sociale di un Paese più solido. Ringraziamo Matera che ha fatto onore all’Italia e al suo Mezzogiorno, in questo anno in cui è stata Capitale della cultura europea. Con questo spirito rivolgo gli auguri a Parma che, con il suo straordinario patrimonio umano e artistico, da domani sarà Capitale italiana della cultura per il 2020.
Un saluto particolarmente grato e sentito rivolgo a Papa Francesco, Vescovo di Roma, che esercita il suo alto magistero con saggezza e coraggio e che mostra ogni giorno di amare il nostro Paese, a partire da coloro che versano in condizioni di bisogno e da chi, praticando solidarietà, reca beneficio all’intera comunità civile.
Nel rinnovare gli auguri a quanti sono in ascolto in Italia e all’estero, a tutti i nostri concittadini, a quanti il nostro Paese ospita, vorrei rivolgere un saluto particolare a coloro che, in queste giornate festive, assicurano – come sempre – il funzionamento dei servizi necessari alla nostra vita comune.
Rivolgo gli auguri alle donne e agli uomini delle Forze Armate, delle Forze dell’Ordine, a tutti coloro che, con vari ruoli e compiti, operano a beneficio della Repubblica e di tutti noi cittadini.
Per tutti, saluto Luca Parmitano – il primo astronauta italiano al comando della stazione spaziale internazionale – impegnato nella frontiera avanzata della ricerca nello spazio, in cui l’Italia è tra i principali protagonisti. Da lassù, da quella navicella – come mi ha detto quando ci siamo collegati – avverte quanto appaiano incomprensibili e dissennate le inimicizie, le contrapposizioni e le violenze in un pianeta sempre più piccolo e raccolto. E mi ha trasmesso un messaggio che faccio mio: la speranza consiste nella possibilità di avere sempre qualcosa da raggiungere.
E’ questo l’augurio che rivolgo a tutti voi!
Buon 2020!

Palazzo del Quirinale, 31 dicembre 2019

LEGGE DI BILANCIO: tutti gli interventi riguardanti la scuola

Pubblichiamo in allegato estratto delle disposizioni contenute nella  Legge di Bilancio e riguardanti la Scuola, secondo il testo presentato al Senato e comprensivo degli emendamenti passati poi immutati con il voto di fiducia alla Camera dello scorso 24 dicembre.

Nel rimandare alla lettura del testo allegato, come Cisl Scuola Verona evidenziamo che nonostante alcuni minimi miglioramenti, rimangono ancora gravi le lacune in termini di risorse destinate ai rinnovi dei Contratti pubblici e degli investimenti destinati a Istruzione e Formazione,  che hanno una consistenza infinitamente esigua rispetto alla complessiva portata della Manovra economica.

Ancora una volta per il Governo la Scuola rimane una priorità solo a parole; come CISL SCUOLA unitamente alle altra sigle sindacali di comparto a partire dal confronto al tavolo nazionale di gennaio, incalzeremo il Miur e il nuovo Ministro affinché si passi dalle parole ai fatti,  investendo concretamente nella Scuola per il vero rilancio economico e produttivo del Paese.

allegati:Legge-di-Bilancio-2020_estratto-misure-sulla-Scuola